Tutti sappiamo come il colore interagisca con il nostro sistema nervoso.

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Reagiamo in un modo piuttosto che in un altro perché di fronte a queste “immagini luminose” nella nostra mente permangono i ricordi forti e simbolici che ci imprime la natura. Le foglie d’autunno non cozzano con i marroni dei tronchi, il verde delle montagne, il grigio delle rocce. Il bianco della neve si accosta alla nebbia come l’azzurro del mare si accosta al giallo delle coste.

Tutto risulta un’immensa opera d’arte.

Il Marketing tiene conto di questo background ma nonostante l’ovvio scopo di attirare l’attenzione, non sempre la scelta di colori vivaci risulta essere la migliore, vediamo perché.Queste percezioni che noi conserviamo come sintesi nella nostra mente, si ripresentano in tutto ciò che noi produciamo. Vestiamo con colori autunnali, scegliamo colori “freddi” e troviamo “solarità” nel giallo vivace o nel brillante azzurro.

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Se vogliamo puntare sulla qualità, la scelta del rosso (colore vivace per eccellenza) potrebbe produrre l’effetto contrario: respingere invece che attirare.
In questo esempio che proponiamo, ci accorgiamo che la scelta del colore deve accostarsi al “mondo” che ruota attorno al prodotto stesso.Il rosso ed i biscotti non hanno nulla in comune, il giallo invece richiama il grano ed il sole, il verde la campagna e quindi la genuinità.
Il marketing non appartiene ad un altro mondo, nonostante viaggi su canali digitali e virtuali interagisce con l’identità umana. Finché i clienti del marketing saremo noi, le leggi alla quale dovrà rispondere il “mercato dell’immagine” saranno le sensazioni e le abitudini storiche dell’uomo.
Andrea
Art Director Agenzia SMT

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